Si dice che la Sardegna non ha una grande tradizione urbana. Ed è vero, nel Mediterraneo dalle mille città sul mare. Appena fuori, ma anche negli interstizi delle conurbazioni urbane di Cagliari e Sassari, ancora oggi l’isola ha l’aspetto di un antico paese rurale, con una misère de la vie urbaine, come scriveva il geografo francese Maurice Le Lannou verso la metà del Novecento. Ma per Cagliari non vale. Questo luogo è città da almeno due millenni e mezzo. Cagliari è un luogo, naturale e umano, di una bellezza e suggestione grande e unica, un luogo dove sembra che la nostra isola decolli in volo su nel cielo e sopra il mare. Sarà perché anch’io il mare per la prima volta l’ho visto a Cagliari in Castello, affacciandomi al Bastione, che si chiama Il Bastione perché è il bastione che conta di più, quello di S. Remy, ed è da lì che si vede di più terra, cielo e mare, fino a confondere lontano cielo e mare. L’immagine del volo è anche una metafora della storia di Cagliari, per quanto è stata estranea al resto dell’isola, sempre in decollo per l’altrove.