Chiude con migliaia di visitatori il Pisa Book Festival

Chiude con migliaia di visitatori il Pisa Book Festival, da 17 anni punto di riferimento per l’editoria indipendente italiana

Per quattro giorni la città di Pisa epicentro delle letterature d’Europa

Appuntamento a novembre 2020 con la diciottesima edizione

Pisa, 10 novembre 2019 – Migliaia di visitatori e 200 eventi in quattro giorni, 160 espositori da tutta Italia e dalla Corsica, più di diecimila libri negli stand degli editori e una Babele di lingue e letterature alla diciassettesima edizione del Pisa Book Festival, che ha avuto come ‘Paese’ ospite l’Europa e che oggi pomeriggio chiuderà con un bilancio finale ancora una volta dal segno positivo.

Una edizione che ha incuriosito il pubblico e ottenuto l’attenzione dei media per l’attualità e l’importanza dei temi affrontati e presentati in focus, speciali e incontri con gli autori. Oltre a una grande partecipazione alle conversazioni con i grandi nomi della scena nazionale – da Sandro Veronesi a Marco Malvaldi e Marco Vichi, da Lina Bolzoni a Franco Cardini e Giulietto Chiesa, da Benedetta Tobagi a Emanuele Trevi e Sebastiano Mondadori – si registra il forte interesse dei visitatori agli eventi speciali: l’anniversario della Caduta del Muro di Berlino (incontri con gli scrittori dell’Est Europa),  gli omaggi a Dario Fo e Franca Rame, a Napoleone Bonaparte, alla nuova traduzione del Diario di Anna Frank e alla monumentale  biografia di Oscar Wilde.

Il salone degli editori indipendenti, il più grande della Toscana e il terzo per importanza in Italia nel campo dell’editoria, fedele alla missione di promuovere la cultura del libro, quest’anno ha sposato la causa in difesa dell’ambiente e ha iniziato un percorso verso il “plastic free”. L’ambiente e la sua difesa sono stati anche il motivo conduttore della speciale rubrica Scienza e Natura che quest’anno ha visto come ospite d’onore il padre comboniano Corrado Dalmonego, di recente al fianco di Papa Francesco al sinodo sull’Amazzonia e autore dedicato al Polmone Verde della Terra.

Per quattro giorni la città di Pisa è stata l’epicentro della cultura letteraria europea promuovendo l’idea di un continente senza muri né barriere e unito da radici comuni. Come sempre si è registrata la presenza di migliaia di studenti di ogni età, dai più piccoli ai quali sono riservati laboratori e un grande spazio con le case editrici per bambini, ai più grandi, coinvolti in progetti di lettura nelle scuole e in incontri con gli autori. Molto soddisfatti anche gli editori espositori per i quali il salone pisano rappresenta una importante occasione per far conoscere al pubblico e ai media autori e libri in catalogo, ampliare relazioni e avere una vetrina di visibilità. È questo, difatti, il ‘mandato’ del Pisa Book Festival che assieme alla lettura vuole promuovere il lavoro gravoso e complesso delle case editrici indipendenti, sovrastate dai colossi.

Lucia Della Porta, fondatrice e direttrice del salone degli editori indipendenti, dà appuntamento a editori e lettori all’anno prossimo, novembre 2020, per una diciottesima edizione rivoluzionaria ma ancora top secret: “Obiettivo raggiunto anche quest’anno. Siamo felici in primo luogo per il grande parterre di editori, fra conferme e nuovi acquisti. Il nostro salone si connota per l’alta qualità degli espositori e del loro importante lavoro di ricerca e di cura in titoli, contenuti e cataloghi. Grazie alla loro presenza e a un imponente lavoro di squadra, il Pisa Book Festival è un fiore all’occhiello nel panorama dell’industria culturale italiana. Dal nostro salone lanciamo come ogni anno un appello alle istituzioni del nostro Paese perché la piccola e media editoria possano essere sostenute e valorizzate”. “Come sempre anche quest’anno e forse più del solito, il pubblico di Pisa ha premiato il lavoro di noi organizzatori e dei curatori nel creare un programma grazie al quale il festival è cresciuto e riesce a far sognare il pubblico”.

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