Sulle tracce di Tabucchi

Antonio-TabucchiMaria Cristina Mannocchi ha presentato in Sala Azzurra il suo ultimo libro La trama dell’invisibile. Sulle tracce di Antonio Tabucchi (Ensemble – Mincione, 2016). Insieme a lei lo scrittore pisano Athos Bigongiali e il critico letterario Fabio Canessa.

Il libro è un viaggio dell’autrice, nel tempo e nello spazio, sulle tracce di Antonio Tabucchi narratore, intellettuale, professore, studioso e amico. Il tempo è quello che va dal 2009 al 2015, un viaggio di sei anni. Mentre lo spazio si dipana da Lisbona, in occasione di un incontro tra Tabucchi e Maria Cristina Mannocchi con la sua classe del liceo Pasteur di Roma, passando da Firenze, dove Tabucchi ha abitato e ha svolto la sua attività di intellettuale impegnato, poi a Pisa, le isole greche, le Azzorre, e finisce ancora una volta a Lisbona, davanti alla lapide del grande scrittore.

«Da come è scritto sembra quasi un romanzo autobiografico – ha fatto notare Canessa – tra il mandala (ordine interiore) e il labirinto (caos), e noi che abitiamo lo spazio tra questi due estremi».

Molto significative sono le tracce che Tabucchi ha lasciato dietro di sé attraverso il suo agire, ma soprattutto attraverso la sua scrittura, o meglio attraverso la Letteratura. La sua scrittura è fatta in gran parte di tracce, di segnali, che poi messi insieme costituiscono appunto la trama dell’invisibile, che rimanda al nascosto. Antonio Tabucchi ha esplorato per noi questo mondo nascosto, si è fatto testimone, ha fatto un viaggio in queste regioni e poi ce le ha raccontate, in particolare attraverso i suoi racconti, ma anche il suo romanzo Requiem è tutto costruito intorno a questo tema.

«Seguendo le tracce di Tabucchi – ha riflettuto Bigongiali, che Tabucchi lo conosceva bene – ci si potrebbe perdere. Ma a Maria Cristina Mannocchi non è successo». Leggendo Tabucchi viene voglia di conoscersi meglio. In fondo, anche l’eteronimia, tanto cara allo scrittore di Vecchiano oltre che a Fernando Pessoa, è un modo per conoscere la realtà: essere gli altri. E un altro modo per conoscersi meglio – sembra quasi autoreferenziale – è proprio leggere Tabucchi. Il libro della Mannocchi ha una funzione di spinta, invita a leggere e conoscere Tabucchi attraverso noi stessi. Così come ha fatto l’autrice.

Oltre ad Athos Bigongiali e Fabio Canessa, l’incontro avrebbe dovuto vedere la partecipazione di Remo Ceserani, che purtroppo, però, è scomparso lo scorso 31 ottobre. «Ci manca tanto – ha detto Bigongiali -. E sono sicuro che il libro di Maria Cristina sarebbe piaciuto tanto anche a lui».