Un ricordo di Bettina Müller Renzoni, traduttrice e storica collaboratrice del Pisa Book Festival

bettina-mu%cc%88ller-renzoniDopo una lunga malattia Bettina Müller Renzoni si è spenta a Pisa all’età di 58 anni. Traduttrice di narrativa e saggistica dall’italiano e dal francese verso il tedesco, project manager ed editor per varie case editrici tedesche e svizzere, Bettina aveva iniziato a collaborare con il Pisa Book Festival nel 2007, quando aveva proposto di invitare la Svizzera come Paese Ospite d’Onore, collaborando poi con l’editore Libero Casagrande alla programmazione dei convegni e degli incontri. Da quel momento in poi il suo contributo al Festival è stato grande, sia in termini di idee e progetti, che di lavoro organizzativo. A lei dobbiamo il progetto degli incontri B2B tra traduttori ed editori e la presenza costante degli agenti letterari al Pisa Book Festival.
Il suo lavoro principale è sempre stato la traduzione e negli ultimi tempi si era dedicata alla letteratura per ragazzi. Tra i libri che aveva amato di più, Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno e la saga di Geronimo Stilton. Eppure Bettina aveva una classica laurea umanistica in Letterature Comparate, conseguita all’Università di Zurigo e Losanna con una tesi sulla poesia contemporanea, sul poeta Yves Bonnefoy. “Ho fatto tanti lavori e nessuno mi ha mai chiesto che laurea avessi”, si lamentava a volte. Ma era lei stessa a preferire il lavoro sul campo, la formazione continua, lo scambio e il confronto con colleghi su libri e testi.
Dopo la laurea e il successivo trasferimento in Italia, aveva lavorato come interprete per un’agenzia italiana che costruiva pozzi in Gabon, organizzato congressi di medicina assicurativa in tutta Europa, insegnato tedesco e curato pubblicazioni di guide museali in lingue diverse.
Übersetzung&Scouting aveva scritto sul suo biglietto da visita, perché alla traduzione aveva affiancato da sempre il lavoro di scouting, operando come tramite tra Italia, Francia e Germania, facendo conoscere autori italiani e francesi in Germania e viceversa. Le piaceva scoprire nuovi titoli, misurarsi con ciò che cerca il mercato. Per questo era molto importante per lei frequentare le grandi fiere editoriali come Francoforte, Londra e Parigi.
Aveva grandi doti comunicative ed era un piacere girare con lei fra gli stand, soprattutto a Francoforte dove si sentiva di casa. Più volte avevamo discusso su quali fossero le doti più importanti per un traduttore-scout, se l’intuito, la creatività, la determinazione o l’onestà. In lei brillavano tutte.

Bettina era nata a San Gallo, in Svizzera, nel 1961. Lascia il marito Stefano Renzoni, storico dell’arte, e la figlia Livia.

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