Luca Savv, il nostro ufficio stampa, è stato a New York nei giorni scorsi e ha intervistato per noi Nancy Bass dello Strand Book Store, la libreria indipendente più famosa della città. Ne è nata una simpatica conversazione che vi riportiamo qui sotto tradotta. Nell'intervista troverete, oltre a divertenti curiosità dalla Grande Mela, capitale dell'editoria, i preziosissimi consigli che Nancy rivolge agli editori indipendenti e ai librai.
Luca ovviamente non si è lasciato sfuggire l'occasione per parlare del nostro festival e chissà.. magari il prossimo anno Nancy sarà dei nostri.
Pensi che la vostra clientela sia cambiata in questi ultimi anni?
Da quando il dollaro è così debole il numero di clienti europei è aumentato e i nostri libri, anche quelli di un certo valore, sono diventati molto più accessibili. Da noi vengono turisti da tutto il mondo, non soltanto dall'Europa. E visto che molte librerie indipendenti sono fallite i nostri libri hanno acquisito più valore, perché non sono molti i negozi ad avere una scelta così ampia, a potersi permettere prezzi così competitivi. Inoltre pochi possono vantare una fama come la nostra. Per non parlare di tutta l'oggettistica che teniamo, come le famosissime tope bags.
Pensi che il marchio che siete riusciti a creare in questi anni abbia favorito il vostro successo, o credi piuttosto che sia stato merito del servizio che offrite, della vasta scelta di libri presenti e dell'unicità di questa libreria?
Penso sia questo nostro essere unici, ma spero anche il servizio. Penso che chi ama i libri e i negozi di libri graviterà sempre verso questa zona. Siamo fortunati perché ci troviamo a New York, la capitale dell'editoria, e questo ci aiuta a trovare molti dei libri che cerchiamo.
Quale consiglio daresti ad una libreria indipendente che vuole rimanere competitiva, qual è il trucco per avere successo?
Credo che dipenda dagli obiettivi che uno si pone: le persone avranno sempre bisogno di andare in una libreria e sentirsi parte di una comunità, ricevere un consiglio su cosa merita di essere di letto e cosa non. Tantissime librerie si sono specializzate per sopravvivere, ma questo richiede un grosso impegno!
È facile creare un bel sito e mettervi su tutti i tuoi libri, ma c'è così tanta pressione sui prezzi online che è difficilissimo competere con i grandi gruppi editoriali.
Quindi penso che uno debba amare ciò che fa, esserne entusiasta e volerlo davvero. E poi bisogna sapersi differenziare.
Cosa apprezzi degli editori indipendenti e cosa vorresti che facessero meglio?
Ci stiamo rendendo conto che i clienti chiedono sempre più oggetti che siano maneggevoli, chiedono edizioni tascabili dei libri, chiedono edizioni economiche..
L'industria del libro ogni anno viene fuori con un numero incredibile di titoli, qualcosa come 50.000 titoli. E non penso che questo sia necessario.. ci piacerebbe che fossero più selettivi.
Prima mi hai detto che i vostri clienti vengono da tutte le parti del mondo, qual è la nazionalità e la lingua straniera con cui avete più a che fare, o forse è impossibile dirlo?
È impossibile! Prova ad andare nella sezione Arte in un giorno qualsiasi, sentirai tutte le lingue del mondo.. non possiamo avere in libreria soltanto materiale in spagnolo, italiano, inglese.. ci servono tutte le lingue!
Quali sono le tue previsioni per quest'anno?
Come tutte le altre imprese americane stiamo cercando di ridefinire il modo in cui facciamo business : abbiamo sempre cercato di fare meglio, ma adesso stiamo DAVVERO provando a essere i migliori. Vogliamo essere certi che acquistare allo Strand sia un'esperienza piacevole e che tutti i nostri dipendenti siano cordiali e disponibili e sistemino i libri così come piace ai clienti. Stiamo inoltre cercando di aggiornare sempre i computer e se ci accorgiamo che qualcuno dei nostri dipendenti sta facendo un lavoro non proprio indispensabile lo mandiamo subito al reparto vendite ad aiutare i clienti. Christina ha fatto davvero un bel lavoro con gli eventi, e questo settore si è dimostrato molto proficuo: abbiamo avuto ospiti come Jack Koons, Christo, tutti gli autori del momento ed incontri molto interessanti. Stiamo cercando di creare una comunità.. per esempio, da poco c'è stato un concorso di fotografia, e poi stiamo lanciando le nostre tope bags, merchandize vario, oggetti divertenti, per svagarsi. Cerchiamo di cambiare, mettiamo più foto su internet..
Pensi che i festival siano più utili per una libreria o per un editore?
(Christina) Qualche anno fa sono stata al Book Expo DC e da libraria ed events manager è stato incredibile incontrare gli editori di persona, gli autori emergenti e quelli già affermati, scambiarsi idee e opinioni.. Il settore del libro è una comunità, chi vi lavora ama i libri, ed avere l'opportunità di condividere questa passione è meraviglioso. Ricordo di aver incontrato una giornalista di "Publishing weekly" e ed esser stata a discuter con lei sul pavimento. Alla fine abbiamo deciso di organizzare un evento insieme, ed è stato un grande successo . Quindi i festival sono importanti e, specialmente di questi tempi, è importante sentirsi parte di una comunità.
Al Pisa Book Festival vengono anche editori dall'estero?
Si, ogni anno invitiamo un paese ospite, quest'anno è il Belgio..
Oh, fantastico! E poi è meraviglioso il fatto che l'ingresso sia gratuito!
Penso che i festival di libri siano una bellissima cosa, specialmente per gli editori che non hanno molte risorse per essere distribuiti in tutte le librerie. Potrebbero avere bellissimi libri che però vanno persi in mezzo a tutti quei titoli dei grossi gruppi editoriali e non hanno la possibilità di venire pubblicizzati al meglio.
Poi, come ha già detto Cristina, credo che questo senso di comunità sia importante, l'opportunità di scambiarsi idee e parlare..
Un' ultima cosa, cosa pensi di Ebooks?
Penso che sia una bella risorsa, soprattutto per chi viaggia, ma credo che le persone amino ancora andare in una libreria e acquistare un "libro vero". E' un po' come per i film, puoi guardarli ovunque ma la gente ama lo stesso andare al cinema. E poi non si possono digitalizzare i libri rari, sono pezzi unici e tanti preferiscono così.
Ah dimenticavo..BUONA FORTUNA CON IL PISA BOOK FESTIVAL!
Grazie, e grazie mille per l'intervista!