Erlend Loe

 

 

Erlend Loe, nato a Trondheim nel 1969, è uno degli scrittori norvegesi più originali . Prima di trasferirsi a Oslo, dove abita e lavora, ha vissuto in Francia e in Danimarca. Ha esordito nel 1993 con Tatt av kvinnen (Preso da lei) facendosi subito notare sia dalla critica che dal pubblico. Appassionato di cinema e sceneggiatore, autore di libri per bambini premiati dal Ministero della Cultura (in Italia è stato pubblicato Kurt da Feltrinelli), è diventato scrittore-culto di straordinario successo in Scandinavia con Naif.Super, Premio Cappelen 1997, e Doppler. Vita con l'alce, tradotti in oltre 10 lingue. Iperborea ha appena pubblicato il suo ultimo romanzo Tutto sulla Finlandia.

 

 

Erlend Loe, ciclista “militante”, ha un rapporto privilegiato con la sua bicicletta, presenza costante nella sua vita e nelle sue opere. In Doppler.Vita con l’alce, egli affida al suo protagonista, curioso ribelle del nuovo millennio che vive
in un bosco suburbano e pratica il baratto, un vero e proprio manifesto per la
«minoranza silenziosa» e oppressa dei ciclisti:

 

«Sono un ciclista. Forse sono soprattutto un ciclista. Non c’è stato delle strade che possa fermarmi. D’inverno uso le gomme chiodate. Il casco. Guanti da bici. Pantaloni e giacche modificati apposta. Computer da bici. Luci. Faccio quattromila chilometri in bicicletta all’anno. E non ci penso due volte a rompere i tergicristalli delle macchine che si comportano male. Do una botta sul cofano. Picchio sul finestrino. Grido fino a farmi venire la voce roca e non mi spavento quando gli automobilisti si fermano per prendersela con me. Litigo fino allo sfinimento, difendendo a spada tratta i miei diritti di ciclista. E vado a razzo. Molto più a razzo delle automobili. […] Un ciclista è costretto a diventare un fuorilegge. È costretto a vivere fuori dalla società e in rotta con il sistema stabilito di viabilità che sempre più incoraggia esclusivamente la circolazione motorizzata, anche per le persone di sana costituzione. I ciclisti sono degli oppressi. Siamo una minoranza silenziosa, i nostri territori di caccia sono sempre più ristretti e siamo forzati a comportamenti che non ci si addicono, non possiamo parlare la nostra lingua, ci obbligano alla clandestinità. Ma state in guardia, perché l’ingiustizia è talmente palese che nessuno deve stupirsi se accumuliamo rabbia e aggressività, e un bel giorno, quando i non-ciclisti saranno così grassi da riuscire a stento a rotolare dentro e fuori dalle loro auto,
noi ciclisti ci prenderemo la nostra rivincita con ogni mezzo».
(Doppler.Vita con l’alce)


 

Per altre informazioni su Loe, visitate il sito di Iperborea.