Be Irish a Pisa!

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È dedicato all’Irlanda, paese ospite d’onore della quattordicesima edizione del Pisa Book Festival, il primo appuntamento del ciclo di incontri per le scuole.

Martedì 17 maggio alle ore 10:30 nell’Auditorium di Palazzo Blu Enrico Terrinoni e Riccardo Michelucci hanno presentato una panoramica dell’Irlanda tra storia e letteratura nel centenario della Easter Rising. Il 2016 è per l’Irlanda un anno speciale e il Pisa Book Festival è orgoglioso di ospitare nel programma di novembre un pezzetto di cultura irlandese in questa ricorrenza particolare. Il 2016 è infatti l’anno del centenario della Easter Rising, la rivolta della settimana di Pasqua del 1916, che costituì l’atto di nascita della moderna Repubblica irlandese e dette il colpo di grazia al decadente Impero britannico, aprendo la strada al processo di decolonizzazione. La rivolta di Pasqua fu d’esempio infatti anche per molti altri paesi in lotta per l’emancipazione, che riconobbero il valore universale della lotta irlandese. E delineò anche il progetto di un paese moderno e inclusivo, senza alcuna discriminazione di classe, di religione e di genere: forse un sogno irrealizzabile, che avrebbe però offerto un modello al quale ispirarsi, e per il quale lottare, anche ai giorni nostri. A terrible beauty is born, come ebbe a scrivere il grande poeta William Butler Yeats. Nella conferenza Enrico Terrinoni e Riccardo Michelucci parleranno del libro, appena uscito in italiano dall’editore Menthalia, L’insurrezione di Dublino di James Stephens, uno dei giganti della letteratura irlandese del XX secolo. Stephens fu testimone diretto dei combattimenti fra i ribelli e i militari inglesi e scrisse la cronaca di quei giorni che fu stampata poi nel libro ora riscoperto e tradotto in italiano da Terrinoni. Come disse molti anni dopo Iris Murdoch, quei ribelli sarebbero rimasti sempre giovani e perfetti perché erano morti in nome della giustizia e della libertà.


Enrico Terrinoni
è professore associato di letteratura inglese al’Università per Stranieri di Perugia. Ha tradotto numerosi autori tra cui Francis Bacon, Brendan Behan, Muriel Spark, John Burnside, Miguel Syjuco, BS Johnson, Nathaniel Hawthorne, Alasdair Gray, James Stephens e James Joyce. La sua traduzione dell’Ulisse ha vinto il “Premio Napoli” per la lingua e la cultura italiana nel 2012. Al momento sta lavorando alla nuova traduzione italiana dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, alla quadrilogia Lanark di Alasdair Gray, e con with Fabio Pedone alla prima traduzione italiana integrale annotata del Finnegans Wake. Scrive regolarmente per il Manifesto e pagina99.


Riccardo Michelucci
è un giornalista, saggista e studioso dell’Irlanda. Scrive sul quotidiano Avvenire occupandosi in particolare di storia, memoria e diritti civili. Laureato in scienze politiche all’Università di Firenze, ha studiato politica e cultura dell’Irlanda all’University College di Dublino grazie a una borsa di studio del governo irlandese. Nel 2005 ha ricevuto la menzione speciale del Premio giornalistico Gabriele Capelli indetto dall’Associazione Stampa Toscana e nel 2011 ha vinto il premio letterario “Firenze per le culture di pace dedicato a Tiziano Terzani”. Collabora attualmente con Radio Rai 3, in passato ha lavorato per varie testate, tra cui Popolare Network, Diario e l’Unità.
 Ha pubblicato i libri: Storia del conflitto anglo-irlandese. Otto secoli di persecuzione inglese (Odoya, 2009), L’eredità di Antigone. Storie di donne martiri per la libertà (Odoya, 2013) e sta per uscire Guida alla Firenze ribelle (Voland). Ha curato l’edizione italiana di The Insurrection in Dublin di James Stephens e tradotto Un irlandese in America. La New York di Brendan Behan (66thAnd2nd, 2016). Il suo blog è www.riccardomichelucci.it.

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